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Perché zacinto è definita sacra

Zacinto è una della isole Ionie della Grecia, con precisione la terza, per grandezza, di quell’arcipelago. A definirla sacra è il poeta italiano Ugo Foscolo in una sua poesia, vediamo perché.

“A Zacinto” è  un sonetto di 14 strofe in endecasillabi, in cui Foscolo rievoca la sua terra natale, dal cui mare proviene anche la Dea Venere, e che è stata oggetto dei versi omerici, che raccontavano dei viaggi di Ulisse verso la sua Itaca.

Qui di seguito il testo della poesia.

Ugo Foscolo – A Zacinto

Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l’inclito verso di colui che l’acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.

Parafrasi A Zacinto

Proviamo a tradurre in prosa, la poesia del poeta ottocentesco, parafrasandola.

E io mai più toccherò le tue sacre rive, dove il mio corpo di bambino riposò, o Zacinto mia, che ti specchi nelle onde del mare della Grecia, dove nacque la dea Venere, che rese quelle isole (dell’arcipelago ionico) così fertili con il suo primo sorriso, per cui non esitò di raccontare delle tue nuvole limpide e della tua verde vegetazione il poeta Omero che cantò i viaggi voluti dal destino e l’esilio in diversi luoghi attraverso i quali Ulisse, bello, celebre e sventurato, baciò la rocciosa Itaca, sua terra d’origine. Tu, Zacinto, mia terra natale, non avrai altra poesia che quella del tuo figlio; a noi il destino ha predetto una sepoltura senza alcun compianto”.

La prima cosa che colpisce del sonetto è l’aggettivo “sacro” attribuito alle sponde dell’isola.

Zacinto è definita sacra dal poeta perché tra le sue sponde è nata Venere, la dea della bellezza. Secondo il mito, infatti, la dea dell’amore, della bellezza e della fertilità nasce nella spuma del mare.

Il richiamo a questa divinità non è solo per via della storia mitologica che caratterizza la sua nascita, quanto per il simbolo che essa incarna. Venere è grazia, è amore, è colei che rende fertile e feconde i territori con il suo sorriso. Incarna la natura, l’istinto vitale, la forza interiore che è presente in ogni essere vivente.

Figure retoriche

Sebbene tutto sommato si tratti di un sonetto piuttosto breve, è possibile rinvenire un sapiente uso nella poesia “A Zacinto” di figure retoriche in gran numero.

Le figure retoriche sono modi e forme linguistiche, tipici soprattutto della lingua scritta, utilizzati per rafforzare il significato o il suono di determinate espressioni all’interno di un periodo, dotandole di un particolare effetto.

La poeticità di un brano letterario è spesso data proprio dall’uso naturale delle figure retoriche.

Anastrofe

Con questa figura retorica si ottiene un inversione dell’ordine della parole, come naturalmente e normalmente lo potremmo avere: questo, nella poesia di Foscolo, consente di attribuire una particolare forza all’inciso iniziale “né mai più toccherò” ha sicuramente un minor potenza fonetica di “né più mai toccherò”.

Enjambements

Con questa figura retorica si suddivide sintatticamente una breve frase o un gruppo di significato tra la parte finale di un verso e l’inizio del verso di dopo. È uno strumento che viene utilizzato con lo scopo di dare un ritmo al verso, dettata dall’interruzione fonetica di un periodo logico che sarebbe compatto. (“da cui vergine nacque – rigo successivo – Venere“)

Litote

Con essa si utilizza la negazione del contrario di un’idea o di un giudizio, al fine di poterlo esprimere in modo più attenuato (“non tacque“)

Ossimoro

Con l’ossimoro si accostano due termini che hanno un senso opposto, contrario, in contrapposizione.Il contrasto di significato che si crea serve a sottolineare una parte del discorso mediante un particolare effetto stilistico. (“limpide nuvole“)

Perifrasi

È una circonlocuzione con cui si preferisce descrivere qualcosa in luogo del farlo con un’unica parola o termine. (“l’inclito verso di colui”)

A Zacinto: analisi della poesia

Nel sonetto A Zacinto sono presenti i temi tipici della poetica di Foscolo: l’esilio, la tomba, la terra natale, l’eroe mitologico, la bellezza della natura e il suo fato avverso.

Nei versi della poesia, infatti, si focalizza l’attenzione sulla natura dell’isola, terra natìa e luogo da cui forzatamente il poeta è lontano.

È una terra così bella da aver visto la nascita, nelle acque del suo mare, della dea Venere, figura sacra, simbolo dell’amore e della bellezza.

Ed è anche bella al punto dall’essere stata oggetto dei versi del più grande poeta dell’antichità, Omero, che ha narrato le vicende dell’eroe Ulisse, esule dalla sua Itaca. Proprio come egli stesso è esule dalla sua Zante. Esiste una sorta di parallelismo tra le due figure, con una differenza fondamentale.

Ulisse è al fine giunto a ritornare in patria, Foscolo sarà costretto a morire lontano e a poter celebrare la terra con cui è nato solo con dei versi, e non con la sua sepoltura.

Qualche notizia sull’isola

Zacinto, o Zante, in italiano, o Zakynthos in greco, si trova a circa 300 km da Atene.

È un’isola particolarmente affascinante per via della grande variabilità del suo territorio. Nei suoi poco più che 400 Kmq è possibile imbattersi in coste alte rocciose e poco dopo in spiagge con la sottile sabbia dorata. Il suo clima mediterraneo, temperato, dota l’isola di inverni dal clima mite ed estati fresche.

Le piogge invernali sono copiose, pertanto Zacinto si caratterizza da una vegetazione verde fitta. Lo stesso Foscolo nel suo sonetto enfatizza la presenza delle sue fronde.

E’ possibile giungere all’isola di Zacinto con un volo diretto o un traghetto diretto.

In alternativa la si può raggiungere grazie ai numerosi collegamenti quotidiani con il traghetto con la Grecia Continentale.

La natura di Zacinto (o Zante)

È possibile osservare, nell’isola, una delle specie di tartarughe più famose del Mediterraneo, la Caretta Caretta: le spiagge del golfo di Laganas sono infatti uno dei luoghi prediletti da questi animali per deporre le uova nel periodo estivo.

Uno dei luoghi più suggestivi dell’Isola è la spiaggia del Navagio.

È forse tra le più fotografate dell’intera nazione ellenica, nonché inquadrata tra le 20 spiagge più belle del mondo. Si tratta di una caletta non raggiungibile se non via mare, nella quale giace abbandonato da quasi 40 anni un affascinante relitto di Nave.

Si tratta di una nave di contrabbandieri, la nave Panagiotis, che trasportava in stiva un carico di sigarette per il mercato sotto banco italiano. La Marina Greca individuò la nave e si insospettì. Per fuggire ai controlli e anche a causa di condizioni meteo non favorevoli, l’equipaggio decise di nascondersi per la notte in una baia dell’Isola Greca.

Al mattino però il mare si era ritratto, creando la spiaggia, che fino a quel momento non c’era mai stata, facendo arenare la Panagiotis. L’equipaggio di contrabbandieri dovette a quel punto fuggire. Pare che a lungo sulla spiaggia siano state rinvenute stecche di sigarette.

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