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Perché le vespe pungono

La vespa punge per difendersi, non per mangiare. A differenza della zanzara, non ha bisogno del tuo sangue: punge quando si sente minacciata, quando difende il nido o quando la infastidisci senza accorgertene. E può farlo più volte di seguito, perché il suo pungiglione, a differenza di quello dell’ape, resta attaccato al corpo e non si spezza.

Vediamo perché diventano aggressive, soprattutto a fine estate, e come evitare la puntura.

Perché pungono per difesa

Il pungiglione della vespa è un’arma, non uno strumento da lavoro. Serve a proteggere sé stessa e la colonia. Quando ti avvicini troppo al nido, o quando fai un movimento brusco vicino a lei, la vespa legge un pericolo e reagisce.

C’è una differenza importante con l’ape. L’ape punge una volta sola e muore, perché il suo pungiglione seghettato resta conficcato nella pelle e le si stacca dal corpo. La vespa invece ha un pungiglione liscio: lo sfila e lo riusa, quindi può pungere di nuovo se continua a sentirsi minacciata.

Perché a fine estate sono più aggressive

Ad agosto e settembre le vespe sembrano ovunque e più nervose. Non è un caso. In quel periodo la colonia ha smesso di crescere e le larve, che di solito ricambiavano le operaie con una sostanza zuccherina, non ci sono quasi più.

Le vespe adulte restano così senza il loro zucchero abituale e vanno a cercarlo altrove, cioè sulla nostra frutta, sulle bibite, sui dolci e sulla carne dei pranzi all’aperto. Più si avvicinano a noi, più aumentano le occasioni di contatto e quindi le punture. A questo si aggiunge il caldo, che le rende più attive e irritabili.

Cosa le attira verso di te

Le vespe seguono soprattutto gli odori del cibo. Uno spuntino zuccherino, un bicchiere di vino, un frutto maturo o un piatto di carne alla griglia sono richiami fortissimi in giardino.

Contano anche altri dettagli:

  • I profumi dolci di creme, deodoranti e dopobarba possono farle avvicinare, perché somigliano all’odore dei fiori.
  • I colori vivaci dei vestiti, giallo e arancione in testa, ricordano le corolle e le attirano.
  • I movimenti bruschi e il fiato le mettono in allarme. Agitare le mani per scacciarle è il modo migliore per farsi pungere.

Cosa fare se una vespa ti gira intorno

La regola è una sola: stai fermo. Se ti ronza vicino, evita di colpirla e allontanati con calma, senza scatti. Nella maggior parte dei casi, se non la spaventi, se ne va da sola.

Per stare tranquillo a tavola all’aperto:

  • Copri cibi e bibite e non bere da lattine lasciate aperte, dove una vespa può infilarsi senza che te ne accorga.
  • Evita profumi intensi e colori sgargianti quando mangi in giardino.
  • Tieni lontano l’umido e la frutta caduta, che le richiamano in massa.
  • Non avvicinarti ai nidi sotto le tegole o nelle siepi: la rimozione lasciala a chi è attrezzato.

Quando la puntura è pericolosa

Per la maggior parte delle persone la puntura di vespa fa male, gonfia e passa in qualche giorno. Sul momento aiutano il freddo e una crema al cortisone leggera.

Il rischio vero è per chi è allergico al veleno. In quel caso la reazione può essere violenta e riguardare tutto il corpo, con gonfiore diffuso, difficoltà a respirare e cali di pressione. Se dopo una puntura compaiono questi segni, o se le punture sono tante e in bocca o in gola, serve il pronto soccorso subito.

Nella stragrande maggioranza dei casi, però, basta ricordare come ragiona la vespa. Punge per paura, non per fame. Se non la spaventi e non le lasci il tuo pranzo a portata, resta un fastidio d’estate e niente di più.

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