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Perché le api fanno il miele

Le api fanno il miele per avere una scorta di cibo per l’inverno. Il miele è la loro dispensa: quando fuori non ci sono fiori e fa freddo, la colonia si nutre di quello che ha messo da parte nei mesi caldi. Noi lo raccogliamo, ma il miele nasce per le api, non per noi.

Vediamo come trasformano il nettare dei fiori in miele e perché ne producono così tanto.

Il nettare è solo l’inizio

Tutto parte dai fiori. Le api bottinatrici succhiano il nettare, un liquido zuccherino che le piante producono proprio per attirarle. Lo raccolgono con la lingua e lo conservano in una sacca speciale dentro il corpo, chiamata borsa melaria, diversa dallo stomaco con cui digeriscono.

Mentre volano verso l’alveare, dentro quella sacca il nettare si mescola con alcune sostanze prodotte dall’ape, gli enzimi, che iniziano a scomporre gli zuccheri complessi in zuccheri più semplici. La trasformazione comincia già in volo.

Il passaggio di bocca in bocca

Arrivata all’alveare, l’ape bottinatrice passa il nettare a un’ape di casa, bocca a bocca. E quella lo passa a un’altra. In questo scambio, ripetuto molte volte, il nettare si arricchisce di altri enzimi e perde parte della sua acqua.

Alla fine il liquido viene depositato nelle celle esagonali di cera. Ma è ancora troppo liquido per conservarsi: fermenterebbe.

Come si asciuga il miele

Per farlo diventare miele vero, le api devono togliere l’acqua. Lo fanno ventilando: si mettono all’ingresso e sopra le celle e battono le ali in fretta, creando una corrente d’aria che fa evaporare l’umidità.

Quando il miele è abbastanza denso, l’ape chiude la cella con un tappo di cera, l’opercolo. Così sigillato, il miele si conserva per mesi senza rovinarsi. È questa scorta che tiene in vita la colonia durante l’inverno.

Perché ne producono più del necessario

Un alveare può contenere decine di migliaia di api, e per superare l’inverno serve parecchio cibo. Le api lavorano con un margine di sicurezza e accumulano più miele di quanto in genere consumino, perché non sanno quanto durerà e quanto sarà rigida la stagione.

Proprio questo surplus permette all’apicoltore di prelevarne una parte senza lasciare la colonia senza scorte. Per fare mezzo chilo di miele, le api di un alveare visitano diversi milioni di fiori: dietro un vasetto c’è un lavoro difficile da immaginare.

Il miele, insomma, non è un dono che le api fanno a noi. È la loro assicurazione contro il freddo, che noi abbiamo imparato a condividere con misura.

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