Piove perché l’acqua che sale dal mare e dalla terra, una volta in cielo, si raffredda, si trasforma in minuscole gocce e a un certo punto diventa troppo pesante per restare sospesa. Allora cade. È l’ultimo atto di un giro continuo che l’acqua fa tra la superficie del pianeta e l’atmosfera, e che va avanti da miliardi di anni.
Vediamo il percorso, passo per passo.
L’acqua che sale
Il Sole scalda mari, laghi e terreni. Il calore fa evaporare parte di quell’acqua, che si stacca dalla superficie sotto forma di vapore, un gas invisibile, e sale verso l’alto. Anche le piante ci mettono del loro, rilasciando vapore dalle foglie.
Più si sale, più l’aria è fredda. E il vapore, salendo, incontra temperature sempre più basse.
Come nascono le nuvole
Quando il vapore si raffredda abbastanza, cambia di nuovo stato: torna liquido e forma tantissime goccioline piccolissime. Queste si attaccano a granelli di polvere, sale o polline sospesi in aria, che fanno da base. L’insieme di miliardi di goccioline è la nuvola.
Le gocce di una nuvola sono così leggere che restano a galla, tenute su dalle correnti d’aria calda che salgono da sotto. Per questo una nuvola può stare in cielo a lungo senza far cadere niente.
Quando la goccia cade
Dentro la nuvola le goccioline si scontrano e si uniscono, diventando gocce sempre più grandi. Arriva il momento in cui una goccia è troppo pesante perché l’aria la sorregga. A quel punto vince la gravità e la goccia precipita: è la pioggia.
Se in alto fa molto freddo, l’acqua congela e scende sotto forma di neve o, quando attraversa strati d’aria in modi particolari, di grandine. Ma il meccanismo di partenza è sempre lo stesso.
Perché a volte piove e a volte no
Non basta che ci siano nuvole. Serve che l’aria salga e si raffreddi abbastanza da far crescere le gocce. Questo succede soprattutto in tre casi:
- quando l’aria calda e umida sale in fretta nelle giornate afose, e scoppia il temporale estivo;
- quando una massa d’aria fredda si scontra con una calda e la spinge verso l’alto;
- quando il vento porta l’aria umida contro le montagne, che la costringono a salire.
Dove l’aria invece scende e si scalda, come nei deserti, le nuvole si dissolvono e non piove quasi mai.
Un giro che non finisce
L’acqua caduta con la pioggia finisce nei fiumi, torna al mare, si infiltra nel terreno o viene di nuovo evaporata dal Sole. E il ciclo riparte da capo.
È sempre la stessa acqua che gira: quella della pioggia di oggi è passata, in altri tempi, per un oceano, una nuvola, forse un ghiacciaio. Piove perché quel giro, tra cielo e terra, non si ferma mai.
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